Le 10 domande dell’investigatore privato

Posted on 26 febbraio 2013 · Posted in Blog, Clients, General, Personal, Projects, Senza categoria, Uncategorized
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Le 10 domande dell’investigatore privato

 

Non tutti sanno che … quante volte abbiamo cominciato a leggere o abbiamo ascoltato delle notizie con questo inizio, ma in questo caso è quanto mai dovuto.

L’attività dell’investigatore privato ricopre da sempre un fascino misterioso, accomunabile a quello dell’agente segreto, una via di mezzo tra la spia e l’ispettore, e questo facile accostamento spesso produce delle immagini che non trovano riscontro con la realtà.

Durante l’attività di investigatore svolta in questi anni, mi capitano spesso delle domande dai vari clienti, a volte curiose, ma sovente dettate da una ignoranza od alla cattiva informazione su tanti aspetti legati alla nostra vita all’interno della società in cui viviamo.

In particolar modo, non tutti sono a conoscenza dei vincoli legali entro i quali si svolge la nostra attività, a tutela sia di chi opera che di chi viene indagato.

Proverò a riassumere in 10 domande che mi sono state poste in questi anni e che trovo importanti da far divulgare per informazione.

1.       E’ possibile mettere sotto sorveglianza un telefono o un cellulare?

No, la possibilità di sorvegliare un telefono o un celluare può essere disposto solo dalle autorità competenti e dietro un apposito mandato di un Procuratore della Repubblica.

Esiste un apposito articolo del codice penale (617 e 617 quater) che punisce severamente questo tipo di intrusioni nella sfera di riservatezza altrui e le pene sono più gravi per coloro che esercitano la professione di investigatore privato.

2.       Si possono riprendere (con video filmati o fotografie) sospettati in ambito privato?

No, è possibile effettuare riprese e scatti fotografici in luogo pubblico. Il materiale video filmato o fotografico può essere impiegato come prova da presentare in sede giudiziale, qualora se ne richieda la necessità.

3.       Posso far sorvegliare a distanza il mio partner (marito/moglie/fidanzato/a) per provare la sua infedeltà?

Certo, la nostra azienda è autorizzata da licenza prefettizia ai sensi dell’art. 134 del T.U.L.P.S. che ci permette di effettuare, dietro esplicita conferma del Mandato Professionale per investigazioni private, le indagini atte a provare i sospetti di infedeltà.

Inoltre non viene violata in nessun modo ‘la privacy’ in quanto proprio il Codice in materia di protezione dei dati personali (D.L.vo 30 Giugno 2003, n. 196) prevede la gestione e il trattamento dei dati personali senza consenso quando ‘è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive o per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria’.

 4.       Posso incaricare un agenzia per avviare un indagine restando nell’anonimato?

No. Al momento del conferimento dell’incarico, ai sensi dell’art. 135 del T.U.L.P.S. il mandante deve esibire un documento d’identità valido fornito di fotografia e proveniente dall’amministrazione dello Stato.
Il dati del mandante e l’oggetto dell’indagine devono essere registrati nel registro degli affari, tenuto sotto chiave da parte del titolare di licenza, e mostrato esclusivamente agli organi di Polizia autorizzati.

La completa riservatezza è tuttavia garantita.

 5.       Durante l’indagine posso essere aggiornato sulla situazione?

Certamente, durante l’attività investigativa il contatto tra l’agenzia ed il Cliente è – ove esplicitamente richiesto – continuo.

Oltre ad aggiornare il Cliente riguardo l’oggetto del mandato, diamo conto di tutte le spese documentabili sostenute.

 6.       Le informazioni reperite durante le investigazioni sono utilizzabili come prove  in sede giudiziale?

Tutte le informazioni e le prove video filmate e/o fotografiche reperite durante le indagini sono acquisite in funzione di un impiego in sede giudiziale, rispettando le norme penali che delimitano la sfera di riservatezza e privacy dell’individuo.

 7.       Quali dati sono necessari per avviare una investigazione?

Oltre alla conferma del Mandato professionale per investigazioni private (che di fatto è un contratto tra mandante ed investigatore), in funzione al tipo di indagine è necessario il motivo per cui ci si rivolge ad un investigatore privato.

Maggiori informazioni vengono fornite dal mandante, più celermente l’investigatore porta a termine il suo mandato.

Ad esempio, per provare una infedeltà coniugale, oltre alle foto del sospetto ed ai suoi dati personali (nome,cognome, etc.), è buona norma sapere quali sono le sue attività quotidiane (dove lavora, in che orari, quando è in casa, comunicare quando si muove, etc).

 8.       E’ lecito svolgere indagini su un dipendente/socio?

Assolutamente no, sempre tenendo conto che tali indagini vengano svolte nel pieno rispetto della privacy del soggetto.

 9.       Quanto dura una investigazione, in termini di tempo?

La prassi prevede un numero di interventi da stipulare con il mandante, a seconda del tipo di indagine da svolgere.

I tempi possono essere ristretti o dilatati, ma dipende dalla complessità della situazione su cui indagare,

e, naturalmente, dalla volontà del mandate a voler perseguire il suo intento a scoprire l’eventuale infedeltà e/o Illecito del sospetto.

 10.   Quanto costa una investigazione?

Premesso che,  secondo l’art. 135 del T.U.L.P.S. (Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza, r.d. n°773/1931), è dovere dell’agenzia esporre permanentemente nei locali dell’Istituto una tabella con le tariffe applicate,  nel mandato – contratto tra il Cliente e l’Agenzia Investigativa, vengono sempre descritte in modo preciso le tariffe pattuite.

Le tariffe relative ad una investigazione vengono sempre preventivamente concordate.

 In linea generale per un’investigazione viene applicata una tariffa oraria con un importo da un minimo di € 30.00 (IVA e spese escluse).