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Servizio di portierato | Fedele Investigazioni Napoli

 

Servizio di portierato: cos’è e come funziona?

Tutti i diritti, doveri e limiti dei servizi di portierato. La sicurezza delle persone e delle cose al primo posto.

Il servizio di portierato è uno di quei servizi ritenuti molto utili proprio per la sicurezza che si dedica a persone e/o cose. Col passare degli anni la richiesta di questo servizio è andata sempre più aumentando, soprattutto a causa dell’aumento di azioni criminose.

L’istituzione del servizio di portierato è estremamente utile come abbiamo detto, ma la sua richiesta comporta dei costi non indifferenti e a causa di questo, sempre più condomini scelgono di farne a meno.

Ora vediamo cos’è il servizio portierato, a cosa serve e quali sono i ruoli.



Servizio di portierato: cos’è e come funziona?

Nel servizio di portierato rientrano quelle competenze che svolgono un lavoro di tutela e controllo passivo. Questa tutela permette, tramite il servizio di portierato, la sorveglianza di un bene mobile o di un immobile, o di persone limitando al più possibile l’insorgere di furti, altri atti criminosi o danneggiamento degli stessi.

La sicurezza, come sappiamo, non è mai abbastanza.

Ma i servizi di portierato hanno diverse mansioni. Questa varietà dipende da che tipo di tutela venga richiesta.

Ad esempio, la mansione di portiere, questo è un ruolo alquanto variabile da condominio a condominio. Il portiere ha diverse mansioni, quali: esser un vigilante per lo stabile; essere custode dello stesso stabile, impedendo l’ingresso ai malintenzionati; controllare che le norme del regolamento condominiale non vengano violate; addirittura controllare il funzionamento dei citofoni e degli ascensori. Però c’è da precisare che il portiere non è tenuto a ritirare raccomandate, a meno che non vi sia stata data autorizzazione scritta. Non rientra assolutamente tra le mansioni la pulizia degli spazi comuni dello stabile, spalare la neve o simili.

Come si è potuto notare, è giusto precisare che questi non sono armati e quindi sono esposti anche a diversi rischi, ma il più delle volte bisogna fare due importanti distinzioni. Se il servizio di portierato è la semplice custodia e il controllo del proprio patrimonio, questo non deve possedere titoli od autorizzazioni particolari. Ma se il ruolo di portiere richiede la tutela di un determinato bene, mobile o immobile, quindi il controllo specifico di qualcosa di molto importante, allora in questo caso il portiere/vigilante deve appartenere ad un istituto di vigilanza privata.

In quest’ultimo caso vi è l’iscrizione alle liste prefettizie è obbligatoria, anche se tale servizio non è svolto da una guardia giurata, quindi un servizio di vigilanza non armata.

Servizio di portierato: diritti e differenze con la vigilanza privata

Con la Legge 342/2000 è stato abolito l’art. 62 del T.U.L.P.S. che delineava la figura del “portiere o custode” ed obbligava questi all’iscrizione in appositi registri. Tutti i cambiamenti apportati ed altri riferimenti normativi che riguardano i servizi di portierato si trovano in circolari emanate dagli Uffici Territoriali del Governo a livello locale e nel “Vademecum Operativo – Decreto Ministeriale 1.12.2010, nr.269” diramato dal Ministero dell’Interno.

Prima ci siamo chiesti se esista o meno una differenza sostanziale tra vigilanza privata e servizio di portierato. A questo dubbio esiste una risposta definitiva ed è certamente negativa. Si, nella sostanza non esiste una differenza vera e propria.

Chi amministra un condominio è un custode, un portiere, e rappresenta una sorta di punto di riferimento per tutte le problematiche di quello specifico condominio. Ma chi vigila lo stesso stabile può esser comunque considerato tale. Questo soprattutto perché entrambi non sono armati, non sono neanche guardie giurate. Il loro unico scopo è quello di dare sicurezza e di tutelare, senza armi, i beni pubblici e/o privati e le persone.

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