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Raccolta di prove ai fini del licenziamento per giusta causa se il lavoratore ruba sul posto di lavoro

La funzione principale dell’investigatore privato in caso di sospetti di furti sul posto di lavoro da parte di un dipendente, è quella di effettuare una corretta acquisizione delle prove atte a documentare gli illeciti accertati. Le investigazioni sul licenziamento per giusta causa mirano a supportare una contestazione o un licenziamento fornendo prove certe sia testimoniali che documentali, da utilizzare in sede giudiziaria. L’appropriazione indebita di beni aziendali da parte del dipendente può essere considerata una giusta causa di licenziamento in sede civile e può portare anche a conseguenze penali.



Il furto sul posto di lavoro. Questioni giurisprudenziali

Nel diritto penale, non costituisce reato di furto l’appropriazione indebita di un bene se di valore irrisorio. Nonostante la Corte di Cassazione con la sentenza n. 8816/17 del 5 aprile 2017, affermasse che è legittimo il licenziamento del lavoratore che sottrae al datore di lavoro oggetti di sua proprietà, indipendentemente dal valore degli stessi, motivandolo con la lesa fiducia riposta nel dipendente che diviene causa del venir meno della fiducia su cui si fonda il rapporto di lavoro, la stessa con la sentenza n. 1634/2019, ha modificato la giurisprudenza in merito dichiarando in questo caso il licenziamento assolutamente illegittimo. Il datore di lavoro dovrà riassumere il pagando allo stesso, le retribuzioni maturate dal giorno del licenziamento fino alla data del reinserimento lavorativo, nonché tutte le retribuzioni e i relativi contributi previdenziali ed assistenziali. Nel caso invece di furti ripetuti o di valore non trascurabile, essi rappresentano giusta causa per il licenziamento del dipendente, ciò infatti causa il venir meno della fiducia su cui si fonda il rapporto di lavoro. In questo caso il datore di lavoro può ricorrere al licenziamento senza preavviso, non vi sarà per il dipendente nessuna possibilità di aprire una vertenza né, di una sua reintegrazione sul posto di lavoro. Il datore di lavoro in questi casi non è tenuto a l’indennità di licenziamento, in quanto il furto è per legge giusta causa di licenziamento, e non un semplice giustificato motivo oggettivo.

 

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